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Casa Clementini

Comunità socio-educativa residenziale
minori tra i 6 e i 17 anni

La Sorgente

Centro socio-riabilitiativo diurno per disabili

 
 

Casa Borgatti

Comunità socio-educativa residenziale
minori tra i 6 e i 17 anni

Casa Valturio

Comunità socio-educativa semi-residenziale minori 6/17 anni e Servizio accoglienza residenziale di transizione - Gruppo Appartamento adolescenti (16/17 anni) o neo-diciottenni

 
 
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Centenario

La storia di un valore
Volume II: dagli Anni Quaranta agli Anni Settanta

Questo secondo volume riguarda gli anni della Seconda Guerra Mondiale, con il suo carico di morte e distruzioni, e il dopoguerra con la ricostruzione, la ripresa economico-demografica e lo sviluppo del turismo balneare. Sono gli anni in cui, caduti i regimi totalitari europei, anche in Italia si va verso un modello di Stato democratico che, pur con difficoltà e ritardi, estende i diritti di cittadinanza a tutti i livelli sociali con importanti riflessi anche nel campo della tutela della salute e della protezione sociale.

In questo contesto di rinnovamento economico e culturale, si rinnova anche l’impegno “fra scienza e carità” dell’Istituto San Giuseppe di Rimini. I passaggi di cui parliamo in questo volume sono focalizzati sulla Pediatria (l’Ospedale dei Bambini o Ospedalino come veniva comunemente chiamato), la Maternità e la Neuropsichiatria Infantile (NpI). L’Ospedale dei Bambini ha toccato livelli di eccellenza attuando “un nuovo modello di cura per gli infanti… focalizzato sull’alto contenuto specialistico e umano… grazie alla gestione sanitaria del prof. Gobbi prima, e dei suoi collaboratori poi… Con gli anni ’70 si apre un periodo di riorganizzazione totale sia per l’Istituto San Giuseppe che per l’Ospedale. Nel 1971 infatti, dopo aver ampliato al massimo la potenzialità ospedaliera, l’opera San Giuseppe, coerentemente a quanto imposto dalla legge, ne lascia la gestione e, al suo posto, subentra il neonato ente ospedaliero il quale non potrà comunque opporsi alla soppressione… Rimini perde una delle istituzioni che maggiormente avevano contribuito al benessere dell’infanzia nei precedenti sessant’anni”.
Per non lasciare i fatti incompiuti, arriveremo a scorrere anche gli anni amari e difficili del lento smantellamento di questo polo di cure dove molti adulti di oggi sono nati o sono stati curati.
Il testo parte dalla situazione post bellica e ripercorre la lunghissima e intricata vicenda del progetto di ricostruzione e ampliamento dell’Istituto fino al nuovo reparto pediatrico Bronzetti. Mantenendo il binario “scienza e carità”, i protagonisti di questo volume sono il prof. Ugo Gobbi (la scienza) e le sorelle Bronzetti (la carità) con la loro donazione in memoria del fratello Guglielmo. La Pediatria si è distinta nel panorama del tempo e il San Giuseppe ha continuato, pur fra mille difficoltà, a rispondere alle esigenze del tessuto sociale mantenendo la sua connotazione a favore dei deboli e l’opera di accoglienza e di tutela materno-infantile.
Alcune pagine sono dedicate a fatti significativi per il destino ospedaliero, come la nascita in parallelo della Divisione Pediatrica all’Ospedale Civile, con costanti riferimenti ai sostanziali cambiamenti nell’assistenza socio-sanitaria del periodo.

Gli Autori

 

 
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Immagini della presentazione del II volume storico sull'Istituto San Giuseppe

 
   

La storia di un valore
Volume Primo: dagli inizi del Novecento agli Anni 30

La parte di storia raccontata in questo primo volume arriva al 1939, anno in cui termina la direzione sanitaria del prof. Antonio Del Piano, iniziata nel 1910 con la nascita dell’Aiuto Materno per l’Assistenza delle Madri Povere e la Protezione della Primissima Infanzia, divenuto Ente Morale “Opera Pia San Giuseppe” nel 1915.

Nei prossimi due anni sono previsti altri due appuntamenti: nel 2009 tratteremo del periodo 1940-1970 e, nel 2010, completeremo il discorso affrontando il trentennio dagli anni ’80 ai nostri giorni.

Arriveremo così alle celebrazioni del Centenario, appunto nel 2010, consegnando alla contemporaneità le vicende di questa istituzione che danno il senso del suo costante rapporto avuto con la Città e dei capisaldi valoriali a cui è rimasta ancorata nel tempo, nonostante i vari cambiamenti.

Non ce ne vogliano i tanti protagonisti di questa storia se, in questo primo scritto, non vengono citati o sono solo rapidamente ricordati, in quanto avremo modo di sviluppare il discorso nei prossimi approfondimenti che riguardano gli anni a noi più vicini.
Anzi, consapevoli della ricchezza di conoscenze e di memorie di cui molti concittadini sono portatori, a vario titolo – vuoi come operatori, vuoi come fruitori di questa istituzione – chiediamo, con molta umiltà, a tutti coloro che vorranno seguirci, di aiutarci a ricostruire la vita dell’Aiuto Materno, con il suo bagaglio di umanità e professionalità ancora vivo nel ricordo di tanti riminesi.

Gli Autori

 
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