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Marcello

Intervista a Marcello

Oggi vi proponiamo l’intervista del nostro amico Marcello, ex minore ospite dell’Istituto San Giuseppe alla fine degli anni ’80. Buona lettura!

  • Ciao Marcello! Raccontaci un po’ com’è iniziato il tuo percorso all’Istituto…

All’età di 8 anni venne fatto un provvedimento dal Tribunale di Bologna che determinò l’incapacità educativa dei miei genitori e tolse loro la patria potestà. Arrivai all’Istituto nel 1985 insieme a mio fratello (di 6 anni più grande di me).

L’impatto con la realtà istituzionale è stato abbastanza problematico perché sono arrivato subito in un territorio sconosciuto per me, e frequentavo poco volentieri asili o luoghi del genere… trovarmi in un posto con altri ragazzini fu un trauma pazzesco, tantoché all’inizio mi ribellavo e non seguivo le indicazioni degli educatori, scappavo dappertutto!

  • Che cosa hai imparato dalla tua esperienza in Istituto?

Quell’esperienza lì mi ha dato modo di affrontare meglio le vicissitudini della vita, perché da piccolo ho vissuto emozioni ed episodi fortissimi, come la situazione di mia madre che soffriva di gravi disturbi psichici e continuamente veniva all’Istituto a piangere per riportarmi a casa.

Questa sofferenza me la sono portata dietro nel tempo però mi ha dato modo di vedere le cose esattamente per quello che sono, anche se con grandissima difficoltà, perché ad esempio adesso nella situazione che sto vivendo con la separazione dalla mia compagna mi si amplifica tutto, dato che è come se rivivessi alcune situazioni del passato. Però ora so gestire questi problemi e ringrazio l’Istituto che mi ha dato una buona educazione e mi ha insegnato ad intrattenere buone relazioni con gli altri.

Ho ricevuto un’educazione forse migliore di quella di padre e madre perché lì eri sul pezzo tutti i giorni quindi avevi degli automatismi che volendo o no dovevi rispettare.

  • Dopo la tua uscita dall’istituto, cosa è successo?

L’uscita è stata molto traumatica perché avevo una serie di comodità che non ti davano l’idea di cosa vuol dire stare in mezzo alla strada, non ero molto preparato ad uscire.

La mia passione più grande era la musica! Già quando ero all’Istituto avevo iniziato a suonare la chitarra per conto mio, ma in seguito decisi di iscrivermi al conservatorio.

Ho iniziato quasi per scherzo, prima ho cominciato a suonare nelle orchestre da ballo e poi è iniziata l’escalation: ho suonato con musicisti importanti a livello nazionale come Franco Califano, Zero Assoluto, Cesare Cremonini, Irene Grandi ed Elisa. E con molte star del jazz a livello mondiale tra cui Frank Gambale, Dennis Chambers e Frank McComb.

Ho vissuto tante belle esperienze che ora racchiudo tutte dentro di me.

  • Che cosa vorresti dire ai ragazzi che hanno vissuto un’esperienza simile alla tua?

Ai ragazzi che hanno vissuto fuori famiglia vorrei dire di non vergognarsi, ma anzi di essere grati, perché grazie a questo si sono aperti la mente e possono affrontare i problemi in maniera più consapevole e contando sulle proprie forze.

  • E adesso quali sono i tuoi progetti?

Vedendo il percorso di molti ragazzi che erano all’Istituto con me e che ho rivisto, ho capito che, essendo un cammino molto difficile, è necessario avere la testa sulle spalle e a me quella non manca!

Sono molto soddisfatto di me stesso perché ,ho talmente tanto bagaglio dietro, che voglio riuscire a costruire un percorso per mia figlia, per educarla al meglio e farle vivere nel modo meno doloroso possibile la separazione dalla mia compagna.

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