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Ricerca Del Lavoro: Quali Prospettive Per I Ragazzi Accolti In Comunità?

Ricerca del lavoro: quali prospettive per i ragazzi accolti in Comunità?

Per i ragazzi e le ragazze che vivono fuori famiglia, in particolar modo se stranieri non accompagnati, la possibilità di trovare un impiego al compimento della maggiore età è un traguardo importantissimo. Il lavoro rappresenta per loro qualcosa che si può definire di vitale importanza, per i diversi aspetti positivi che porta con sé: la possibilità di integrarsi sul territorio; di mettere a frutto le proprie abilità; di mantenersi in modo autonomo, e spesso il denaro guadagnato rappresenta anche un aiuto per la famiglia di origine. Di contro, purtroppo, trovare un lavoro per questi ragazzi e ragazze non è facile, soprattutto prima del raggiungimento della maggiore età.

Fra i fattori che ostacolano il raggiungimento di questo obiettivo, troviamo:

regole più rigide rispetto al collocamento dei minori nei lavori stagionali, e crisi economica, che non permette a tante aziende di avvalersi del contributo di questi giovani lavoratori, anche a fronte di stage scolastici presso le stesse aziende che hanno avuto riscontri positivi.

L’impegno degli educatori è rivolto a sostenere i ragazzi e le ragazze anche in questo delicato momento di passaggio. Per i minori stranieri, il primo passo è frequentare un corso di italiano, perché è fondamentale padroneggiare in modo adeguato la lingua italiana. Successivamente, vengono messe in campo tutte le risorse disponibili, come ad esempio l’attivazione, dove possibile, di stage formativi. Vengono monitorate le offerte di lavoro, accompagnati i minori a consegnare il curriculum vitae e fissati i colloqui con il centro per l’impiego per l’iscrizione nelle liste per i lavoratori stagionali.

Non ultimo, a volte, ci si avvale delle proprie personali conoscenze, per far si che questi giovani possano accedere al mondo del lavoro e iniziare così a porre le basi della loro indipendenza. Sarebbe necessario potenziare la rete che permette a questi giovani di entrare nel mondo del lavoro. Un passaggio fondamentale per limitare la possibilità che scelgano percorsi di vita forse più facili e magari anche più remunerativi, ma che non producono nessun valore per la società.

L’educatrice di Casa Borgatti

Elena Bevitori

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